Comune di Campi Bisenzio
La storia di Giocolandia

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Tanto tempo fa, nel paese di Arturo si viveva in modo molto diverso da oggi.

Le macchine non c'erano e per andare a far la spesa o a scuola si andava a piedi o in bicicletta.

Per la spesa non si adoperavano le buste di plastica, ma le borse di stoffa. Quando chiedevi un po' di pasta, il negoziante la prendeva da dentro un grosso recipiente di vetro con un altrettanto grosso cucchiaio e te la metteva in un sacchetto di carta. Se andavi dal macellaio, ti tagliava la carne e la metteva in un foglio di carta oleata e poi la avvolgeva con della carta gialla. E tutto quanto andava a finire nella borsa di stoffa che serviva a fare la spesa.

 
Giocolandia

Il latte te lo portava a casa il lattaio ogni giorno in una bottiglia di vetro con un coperchietto di stagnola e il giorno dopo, quando ti portava la nuova bottiglia, si riprendeva quella vuota.
Se volevi mangiare un pollo o comprare delle uova andavi direttamente da chi aveva un pollaio.
Non c'erano le lavatrici e si lavava tutto a mano. La nonna raccontava ad Arturo che quando era giovane andava a lavare al torrente e usava la cenere al posto del sapone, poi però, l'acqua è arrivata nelle case e sono stati inventati anche i saponi, così ora Arturo e sua moglie, quando lavano, usano un bel pezzo di sapone di Marsiglia; devono strusciare forte, ma i panni vengono puliti e profumati.

Se volevi bere del vino, veniva il vinaio, ti portava una damigiana o tanti fiaschi di vino e quando erano vuoti, se li riprendeva e te li ricambiava con degli altri pieni. "Mi scolo la cola" (o quella cosa lì: non mi ricordo bene il nome) l'avevano già inventata, ma la vendevano solo in bottiglia e la bottiglia la pagavi, quindi tutte le volte la rendevi per riavere i soldi.

Nel paese di Arturo non c'era molta spazzatura anzi, a dire il vero, non ce n'era quasi per niente, perchè gli avanzi del cibo li mangiavano i cani o i polli e i sacchetti di carta li usavano per accendere il fuoco.

Una cosa che ad Arturo non piaceva molto era rigovernare i piatti: lui e sua moglie ogni tanto si becchettavano perchè nessuno dei due voleva rigovernare, ma alla fine si mettevano d'accordo.

 

Un giorno però venne a trovare Arturo, uno zio che era emigrato in Comolandia, che, non c'entra niente col lago di Como, ma vuol dire terra delle comodità. In questo posto parlavano un'altra lingua e avevano tante cose che nel paese di Arturo non si sognavano neppure: i piatti, i bicchieri e le posate di plastica, tanto per cominciare; e questo risolveva anche il problema della rigovernatura perchè si buttava tutto via. A dire il vero un po' di rigovernatura c'era sempre perchè le pentole di plastica non le avevano ancora inventate, però era un grosso passo avanti.

A Comolandia nessuno poi doveva andare a fare la spesa con la borsa, perchè nei negozi davano i sacchetti di plastica al posto delle borse. Tutte le bevande erano in bottiglie di plastica che poi si buttavano, quando andavi a comprare la pasta te la davano in confezioni di cartone o di plastica e anche queste poi si buttavano. Qualsiasi cosa compravi te la davano ben confezionata: "E' sicuramente più igienico" diceva lo zio, poi tanto le confezioni si buttano!


Arturo pensò che sarebbe stato più comodo per tutti gli abitanti di Giocolandia (perchè questo era il nome del paese di Arturo) se anche loro avessero cominciato ad usare piatti, bicchieri, posate, sacchetti e bottiglie di plastica, perchè così si faceva meno fatica: si rigovernava di meno e si giocava di più.

La spazzatura

I negozi si rifornirono con tutte quelle belle cose che già esistevano a Comolandia. si poteva quindi comprare piattti, bicchieri, posate di plastica, tovaglioli di carta, ecc.

Il tempo passò, gli abitanti erano contenti della vita più comoda che stavano vivendo.

Ora a Giocolandia c'erano dei contenitori per la spazzatura tutti nuovi: non si portavano più i secchi che poi venivano vuotati nel camion della raccolta, ma c'erano i cassonetti e un camion nuovo che automaticamente li prendeva e li vuotava.

La spazzatura però aumentava di sempre di più e un brutto giorno cominciò a non entrare più nei cassonetti. Quando arrivava la persona incaricata a prenderla non ce la faceva perchè non entrava più neanche dentro il camion.

Così il signore che raccoglieva la spazzatura avvertì tutta la gente e decisero di comprare un camion più grosso per prenderla tutta.
Con il camion più grosso riuscivano a portar via la spazzatura tutti i giorni anche se qualche volta qualcuno doveva spingerlo perchè era troppo pesante e non ce la faceva a ripartire.

 

A forza di portare spazzatura, la discarica, che prima era piccola, cresceva sempre di più e un giorno si cominciò a vedere in lontananza una nuova montagna che prima non c'era: la discarica appunto.

La spazzatura puzza

La gente vide quella grossa montagna di spazzatura e si chiese come mai fosse successa una cosa simile. Ora si preoccupavano perchè la città non era più molto bella e un po' puzzava anche.
Molti cominciavano ad uscire di casa il meno possibile per evitare il puzzo.
 
Allora tutti i cittadini di Giocolandia fecero un'assemblea per decidere come risolvere il problema della spazzatura.
Alcuni volevano ritornare ai vecchi tempi, quando non si buttava via niente o quasi ma la vita era più scomoda, altri invece non intendevano rinunciare alle comodità della vita moderna e discutevano a non finire.

In tutta quella confusione Arturo si addormentò e sognò che la gente era ricoperta di spazzatura e i capelli delle persone erano piatti di plastica dove lui aveva mangiato la pastasciutta, le persone invece delle scarpe avevano fazzoletti di carta usati.
Quando si svegliò l'assemblea stava finendo ma non erano riusciti a concludere nulla, allora Arturo decise di andare a trovare lo zio a Comolandia per vedere se anche da loro ci fossero gli stessi problemi di spazzatura

 

Comolandia in effetti era una città con le strade piene di lattine, fazzoletti e bottigliette gettate in terra e in lontananza anche lì si vedeva una piccola montagna di spazzatura: la discarica. Non era però grande come quella di Giocolandia perchè a Comolandia avevano inventato una macchina per schiacciare la spazzatura che quindi occupava meno posto.

Arturo in viaggio

Arturo si lamentò con lo zio:
- Perchè non ci hai detto che avete tutti questi problemi di spazzatura e che quindi li avremmo avuti anche noi?
- Mi dispiace Arturo - rispose lo zio - ma quando sono venuto a trovarti ancora non avevamo tutti questi problemi, con la macchina schiaccia-spazzatura riuscivamo a comprimerla e non dava noia. Ora però, col passare del tempo comincia a essercene tanta e anche noi non sappiamo come fare.

Arturo era arrabbiato, pensò che anche loro avrebbero dovuto comprare una macchina schiaccia-spazzatura questo comunque non avrebbe risolto il loro problema ma l'avrebbe solo rimandato.
Era così arrabbiato che al momento della partenza per tornare a Giocolandia sbagliò aereo e si ritrovò in un'altra città. Quando scese dall'aereo si accorse di aver sbagliato città perchè quello non era l'aeroporto di Giocolandia. Però era meraviglioso: era tutto pulito, l'aria era profumata, non c'era niente, ma proprio niente buttato in terra: neanche una cicca o una carta di caramella

 
a Riciclabilandia

Arturo si tirò un paio di schiaffi e si stropiccio gli occhi per essere sicuro di essere sveglio perchè credeva di sognare. Invece era tutto vero: quello certamente era un posto fantastico e decise di andare un po' a giro per conoscere meglio questa nuova città.
 
Dopo un po' che passeggiava per la strada si fermò incuriosito a guardare i cassonetti, sì perchè lì non c'era un solo grande cassonetto come a Giocolandia, ma ce n'erano addirittura 5.
Arturo pensò: - Ma cosa ci faranno con tutti questi cassonetti?
Proprio in quel momento passò un signore e Arturo non poté fare a meno di chiedergli: "Mi scusi signore, a cosa vi servono tutti questi cassonetti?
- Come a cosa servono, rispose il signore, ma per buttare la spazzatura!
- Perchè cinque, riprese Arturo, non ve ne basta uno?
- Ah, ho capito, tu devi essere un turista! Qui siamo a Riciclabilandia, ricicliamo ogni cosa e non buttiamo via quasi niente. Nel primo cassonetto, buttiamo la carta, nel secondo i rifiuti organici, nel terzo, quello un po' più alto, stoffa e indumenti usati, nel quarto, quello a forma di campana, vetro, plastica e lattine e nell'ultimo i rifiuti indifferenziati cioè quello che resta che poi è molto poco.

 

- Avete una città così pulita! - proseguì Arturo, ma capita mai che qualcuno butti qualcosa per terra?
- Se lo fa si prende una bella multa, ma qui nessuno butta niente per terra perchè tutti ci teniamo molto alla pulizia della nostra città! L'altro giorno, a dire il vero, ho visto un signore che buttava una lattina in terra, ma il figlio gli ha subito detto: "Babbo, ma cosa fai, guarda come è pulita la nostra città, non dobbiamo sporcarla noi!"

Giocolandia pulita

Arturo avrebbe voluto rimanere a Riciclabilandia perchè una città così era veramente quella dei suoi sogni, ripensandoci però decise che la cosa migliore da fare sarebbe stata quella di tornare a Giocolandia, parlare con tutti gli abitanti in modo da fare anche loro come a Riciclabilandia e avere una città bella e pulita.

Arturo avvisò anche suo zio, così anche a Comolandia avrebbero potuto fare qualcosa per risolvere il problema. Arturo poi però seppe dallo zio che alla gente di Comolandia faceva fatica riciclare e si accontentarono di schiacciare la spazzatura, qualcuno propose una macchina schiacciatrice più potente, qualcun altro propose di costruire una nuova macchina per bruciare tutta la spazzatura.





A Giocolandia invece tutti cambiarono abitudini e cominciarono a riciclare tutto. La città cambiò aspetto e tutti furono felici. Giocolandia ritornò ad essere bella e pulita come una volta, la gente dopo un po' riprese qualche vecchia abitudine e si cominciarono ad usare sempre meno piatti di plastica e altri oggetti usa e getta.
Arturo e sua moglie comunque non si becchettarono più per chi doveva rigovernare, perchè avevano comprato la lavastoviglie.

Intanto la moglie di Arturo aspettava una bambina ed erano indecisi sul nome da metterle: lui voleva chiamarla Linda, lei invece preferiva Serena. State tranquilli: Arturo e sua moglie erano una coppia affiatata: avrebbero discusso un po' ma poi come al solito si sarebbero messi d'accordo.

 

Abbiamo scritto la storia insieme dopo che il maestro ci ha raccontato la prima parte.

Ultima Modifica: 02/08/2007